{"product_id":"principia-ethica-moore-george-edward-9788830101432","title":"Principia Ethica. Con la prefazione alla seconda edizione del 1922","description":"In questo libro, considerato atto di nascita dell’etica\nanalitica, Moore intende confutare sia il “naturalismo”\ndi Herbert Spencer e John Stuart Mill sia l’etica\n“metafisica” di Francis Bradley e John McTaggart\ndenunciando la fallacia naturalistica o metafisica\nconsistente nell’identificare “buono” con proprietà\nquali “risultato dell’evoluzione”, “produttivo di felicità”,\n“conforme all’essenza delle cose”. La domanda che\nchiede se ciò che è più evoluto o piacevole sia anche\nbuono è sempre una domanda “aperta”; pertanto\n“buono” è una nozione semplice e indefinibile. Oltre\nalla definizione del termine “buono”, l’etica comprende\nla domanda sul bene “quali cose sono buone”,\ne la domanda sulla condotta “che dobbiamo fare”.\nLa risposta alla prima domanda è che non si può\ndimostrare che certe cose sono buone ma solo\nchiedersi se qualcosa avrebbe valore anche se fosse\nl’unica cosa esistente. Questo metodo dell’“isolamento\nassoluto” concluderebbe che il “valore intrinseco”\nnon è posseduto dal piacere ma da “unità organiche”\ndi cui gli affetti e il godimento della bellezza sono\ngli esempi maggiori.\nLa risposta alla domanda sulla condotta è che\nnon esistono norme assolute: il criterio che stabilisce\nl’azione giusta è la produzione di conseguenze\nmigliori. Il calcolo del valore intrinseco portato\ndalle conseguenze è però irrealizzabile per via\ndella complessità e aleatorietà dei fattori coinvolti.\nL’“utilitarismo ideale” di Moore resta quindi\nun’indicazione di massima che non può tradursi\nin una guida effettiva per l’azione.\nI \u003ci\u003ePrincipia\u003c\/i\u003e divennero subito un libro di culto per\ni membri del circolo di Bloomsbury, che vi trovarono\nil manifesto di un “esistenzialismo” che sfidava\nl’ipocrisia della morale tradizionale.\nNegli anni venti i filosofi anglosassoni ripresero\nla tesi che la ricerca sul significato di “buono”\nè l’oggetto primario dell’etica, avviando la disciplina\noggi chiamata metaetica. L’argomento dei \u003ci\u003ePrincipia\u003c\/i\u003e\nvenne utilizzato per criticare le posizioni naturalistiche\ne fornì un contributo rilevante – contro l’intenzione di\nMoore – alla formulazione di teorie non-cognitiviste.\nDalla fine degli anni cinquanta, quando i filosofi\nanglosassoni riscoprirono l’etica normativa, anche\nl’utilitarismo ideale tornò al centro dell’interesse\nnel contesto di una competizione fra etiche kantiane,\nutilitariste e neoaristoteliche.","brand":"Giunti al punto","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47086712553820,"sku":"B09057","price":60.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0596\/4523\/1157\/files\/20260731_1909476402b2416da8da73f80bd0094a.jpg?v=1785459475","url":"https:\/\/giuntialpunto.mom\/products\/principia-ethica-moore-george-edward-9788830101432","provider":"Giunti al punto","version":"1.0","type":"link"}