Tutti al tribunale di Pianveggio sanno che non
si scherza sul pranzo, perché il giudice Annabella
Abbondante ha un debole per la buona
cucina ma è perennemente a dieta. Forse per
colpa dei deliziosi cannoli della Palermitana,
il bar in cui incontra ogni sera i suoi amici: il
commissario Nicola Carnelutti e la giornalista
Alice “ginger” Villani di Altamura.
Abbondante sì, di nome e di fatto, una florida
taglia 48 e una massa di capelli ricci e ribelli
che le cadono sulle spalle, ma lo è soprattutto
di cuore: sempre dalla parte dei più bisognosi
e con il sorriso sulle labbra, nonostante le
estenuanti udienze e le interminabili pile di
fascicoli.
Quando l’avvocato Matilde Santangelo si rivolge
a lei per la scomparsa del fratello dalla
clinica psichiatrica in cui era ricoverato,
Annabella che ha una passione sfrenata per
i gialli, non può fare a meno di impicciarsi.
Negli stessi giorni, poi, un immobile che lei
aveva messo all’asta viene incendiato con tanto
di ritrovamento di resti umani: per il giudice
e il fido cancelliere Paolo, detto Dolly, la
ricostruzione del PM fa acqua da tutte le parti
e scoprire la verità diventa un imperativo morale.
Tanto più che il giudice Abbondante non
accetta mai un no come risposta.
Tra l’ennesimo appuntamento al buio, organizzato
da sua sorella Fortuna – il numero
24 negli ultimi quindici anni – aste fallimentari
e udienze oceaniche, Annabella vi
conquisterà con la sua energia, la sua passione
e il suo grande carisma.